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Preparazione industriale
Nell'industria liquoristica lo schema della preparazione
tradizionale è stato adattato ad un processo industriale, in
grado di operare su grossi quantitativi e ad applicare i
controlli di qualità. Le bacche, conferite da
raccoglitori che attualmente esercitano la loro attività
sulla vegetazione spontanea della macchia mediterranea, sono
sottoposte ad un lavaggio in acqua fredda per l'eliminazione
delle impurità, dopo di che sono sottoposte al processo
d'infusione. Questo avviene per macerazione in alcool
all'interno di sili in acciaio. Al termine della
macerazione, si procede con la separazione dell'estratto
alcolico dalla frazione solida. L'estratto alcolico è
convogliato in altri sili, mentre la frazione solida è
sottoposta ad un lavaggio con acqua potabile finalizzato a
recuperare l'estratto che ancora impregna le bacche.
L'estratto idroalcolico viene convogliato nei sili in cui è
contenuto il primo estratto. Quello che si ottiene,
denominato prodotto di massa, è un estratto idroalcolico con
gradazione superiore al 50% e viene mantenuto tal quale nei
sili di stoccaggio. Le operazioni successive si
effettuano a lla
fine sulle partite destinate all'imbottigliamento. Si
procede innanzitutto all'addolcimento del prodotto di massa,
in genere utilizzando zucchero o, come fanno alcune Case,
zucchero e miele o solo miele, dopo di che si aggiunge acqua
deionizzata fino a raggiungere il grado alcolico previsto.
Segue la filtrazione e, infine, l'imbottigliamento
generalmente in bottiglie in vetro scuro da 50 o 75 cl.
Il prodotto ha in genere una gradazione alcolica del 30% o
del 32%. Alcune Case offrono però al mercato liquori con
gradazione inferiore (28%) o superiore (35%).
Tutela
e valorizzazione L'interesse che il mercato sta
rivolgendo a questo liquore ha spinto alcune Case ad
associarsi per tutelare e valorizzare il prodotto. Nel 1994
è stata istituita l'Associazione Produttori Mirto di
Sardegna con lo scopo di definire uno standard di
produzione, di concerto con Centri di ricerca, definire un
marchio di qualità, promuovere azioni di tutela.
L'attività si è concretizzata nel corso di poco più di un
decennio con le seguenti azioni: Caratterizzazione del
prodotto con uno standard basato sulle caratteristiche
organolettiche e sulle caratteristiche fisico-chimiche della
frazione aromatica. Definizione di un Disciplinare di
produzione riferito alla materia prima, al processo di
trasformazione e allo standard del prodotto. Istituzione
di una commissione tecnica di controllo, formata da
rappresentati delle Università di Sassari e Cagliari e dei
produttori, che si occupa dei controlli di conformità al
Disciplinare sia sui processi di produzione sia su campioni
delle partite destinate al commercio. Adozione della
denominazione ufficiale Mirto di Sardegna. Inserimento
del Liquore Mirto di Sardegna nell'elenco ufficiale dei
Prodotti Trazionali (Decreto Legge n. 173 del 1998, Articolo
8, Comma 1). Organizzazione di manifestazioni di
convegni, esposizioni, iniziative di marketing. Un
ostacolo determinante alla valorizzazione e tutela del
prodotto è il mancato riconoscimento del prodotto da parte
della Commissione Europea. L'Associazione ha proposto la
modifica al Regolamento UE n. 1576 del 1989. Il Regolamento
comunitario disciplina le norme relative alla presentazione
delle bevande spiritose e alla tutela delle denominazioni
legate alla provenienza geografica. L'ultimo aggiornamento
del regolamento risale al 1989 e l'Italia è proprio uno dei
Paesi Comunitari che in passato si sono opposti a successive
richieste di modifiche. L'azione in sede comunitaria è stata
ostacolata proprio dal Ministro delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali, contrario ad eventuali procedure di
riapertura del Regolamento che avrebbero accolto anche
richieste da parte di altri Paesi per prodotti concorrenti
con bevande italiane già inserite nell'elenco. Nel
decennio a cavallo del 2000 il mercato delle bevande
alcoliche mostra nel complesso un andamento negativo della
domanda. Al contrario, la domanda di Liquore di mirto è in
controtendenza e registra una marcata crescita anche e
soprattutto per la penetrazione del prodotto sia nel mercato
nazionale sia in quello internazionale. Il successo del
prodotto è comprovato anche dai tentativi d'imitazione e
dall'adozione di processi che contrastano con le direttive e
le finalità del Disciplinare di produzione e degradano
l'immagine del prodotto. Il Disciplinare prevede infatti
l'utilizzo di materia prima prodotta esclusivamente in
Sardegna, la trasformazione in aziende site nel territorio
regionale, l'adozione dell'infusione per macerazione,
l'assoluto divieto d'impiego di additivi, con particolare
riferimento ai coloranti. Possibili frodi che violano il
Disciplinare sono le seguenti: utilizzazione di bacche ed
estratti di provenienza extraregionale; utilizzazione di
aromi naturali prodotti artificialmente o isolati da piante
del genere Myrtus; utilizzazione di additivi coloranti
per integrare un basso tenore di antociani; estrazione
per infusione alcolica in corrente di vapore. |
Mirto Pacini
Mirto San Martino
Mirto Rau
Bresca Dorada
Zedda Piras
Altopiano Planargia
Idroterme della Planargia
Liquoreria Campidano
Mielica Dorica
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