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Presupposti della
trasformazione Le caratteristiche organolettiche del
liquore si devono al passaggio in soluzione degli antociani
presenti nella buccia delle bacche, che conferiscono la
colorazione al liquore, dei tannini presenti nella polpa,
responsabili del gusto astringente, e di composti volatili
che conferiscono l'aroma.
Il processo d'invecchiamento, da alcuni mesi fino al massimo
di un anno, è determinante sulle caratteristiche
organolettiche del liquore in quanto sia gli antociani sia i
tannini subiscono delle trasformazioni. In liquore appena
preparato in genere ha una colorazione molto scura, tendente
al nero con riflessi marcatamente violacei, e un gusto
astringente al palato. Dopo diversi mesi la colorazione si
attenua e presenta riflessi che tendono al rosso rubino, il
gusto è più armonico e vellutato con un'attenuazione
dell'effetto astringente dei tannini. Dopo un anno le
proprietà organolettiche degenerano, soprattutto in
riferimento al viraggio della pigmentazione verso il bruno.
Il periodo migliore in cui gustare il liquore va dunque
dagli 1-2 mesi dopo la preparazione, per chi apprezza la
pigmentazione nero-violacea e il gusto astringente, ai 6-12
mesi per chi apprezza un liquore più amabile e vellutato.
Durante il periodo di maturazione in bottiglia può
riscontrarsi la formazione di sospensioni, dovute ai
tannini, che rendono torbido il liquore. Il fenomeno è
negativo perché deprezza la qualità al senso della vista,
tuttavia non influisce sulle altre proprietà organolettiche:
una volta versato nel bicchiere, il liquore a contatto con
l'aria riacquista la sua limpidezza. |
Mirto Pacini
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